Ecco un nuovo articolo tradotto da Gabriele Politi, tratto dal sito The Idler e pubblicato, a firma di Tom Hodgkinson, nel giorno di ferragosto 2010.
Un paio d’anni fa scrissi un attacco a Facebook. In realtà, si trattava della semplice descrizione dell’agenda di Peter Thiel, uno dei principali investitori del social network, e di quelle di pochi altri soci.
Ammetto di non aver mai osservato FB dal punto di vista degli utenti. Ora l’ho fatto, e sono rimasto stupefatto dalle baggianate che la gente ci butta dentro e, soprattutto, dal livello di intimità che ci si scambia al suo interno, come se FB fosse una sorta di prete confessore.
Tutti quei milioni di persone che scaricano robaccia, e anche non robaccia, hanno mai letto 1984 di Orwell? Facebook è il Grande Fratello. E nessuno se ne accorge. Ti osserva. Memorizza i tuoi pettegolezzi. Quello che ti piace e che non ti piace. Ci si perde sopra un orrendo mucchio di tempo. E le persone confessano su FB quello che non confesserebbero nemmeno agli amici più vicini o ai parenti. Pensateci. Siete osservati, analizzati, contati e mercificati da un enorme business americano. E avete permesso di proposito che questo accadesse. Sveglia.