India 2008

DALL'ONG I-INDIA di JAIPUR

We are pleased to share that our three students have been passed out 12th standard and they are ready to enter in a college: Rukia, Suraj, Deepak.

LAVORARE IN INDIA foto di Muna

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Calzolaio lungo la strada-Donne manovali-Venditore di sari

LADLI BOYS E LADLI GIRLS, DUE MONDI, MASCHILE E FEMMINILE, RIGOROSAMENTE SEPARATI

Com e' facile parlare, capirsi, sorridersi, toccarsi, entrare in empatia con le bambine, cosi' e' difficile stabilire una relazione con i maschietti, piccoli e grandi.

Ma Bruno non si e' perso d'animo. Ha conosciuto un quattordicenne nomade molto sveglio, che per ora ha chiesto di poter vivere in una casa protetta di I-India... e via a parlare di sport e di calcio. Si e' subito formato un gruppo.

Poi e' andato a comprare 3 palloni da calcio (2 da allenamento e 1 per la partita) ed un fischietto, ed ecco organizzato un incontro.

Un campo di terra dura di metri 18 x 5, 2 buche piuttosto profonde per la raccolta dell'acqua, 28 ragazi dai 5 ai 18 anni a piedi nudi, tranquille muche come pubblico un po' distratto... e la relazione e' diventata fluida.

VARKALA E UN NUOVO AMICO: GIOVANNI COMBA - GOLDEN BEACH

Dopo due giorni a Varkala ha smesso di piovere. Siamo circa 2 km fuori dal centro, sulla scogliera sud (South cliff). La sistemazione "provvisoria" diventerà definitiva, sono solo 5 notti. Con un extra -bed all'interno (un materasso sul pavimento) e un' extra-sedia di vimini all'esterno, nel piccolo patio, anche Bruno sarà sistemato. Siamo in un "cottage" un po' spartano: monocamera con bagno, due letti, un attaccapanni, un tavolino/comodino, una scrivania con sedia; ma davanti abbiamo un palmento e più in là vediamo il mare, il cielo, l'orizzonte e questo ci basta.

Conosciamo Giovanni Comba, architetto/imprenditore di Saluzzo (CN) nel ramo dei marmi e dei graniti (l'ultimo suo lavoro è la pavimentazione della piazza principale di Ascoli Piceno - ma la sua è una storia avventurosa e interessante). Qui è l'amichevole gestore del Golden Beach, che ci ospita. Anche lui da anni si pone seriamente la nostra stessa domanda: "Ma che vita sto facendo? Solo a lavorare, prendere aerei, correre, stressarmi, inseguire i clienti per essere pagato e pagare più del 50% in tasse... meglio darmi un calmata. Non scappo da nulla, l'Italia è bellissima, ma la vita è complicata". Qui in Kerala, di fronte al mare, ha trovato un ritmo diverso, un modo di lavorare più umano, a stretto contatto con la natura. Per ora mantiene anche la sua ditta italiana (riducendo le dimensioni della sua società). Poi si vedrà.

VIVERE CON LENTEZZA E' (anche) TROVARE UN AMICO IN UN PAESE STRANIERO...

...che si faccia carico di risolverti i piccoli problemi quotidiani e i più grandi problemi legati alla burocrazia locale. Noi, da anni, conosciamo Jagdish Gupta, receptionist in uno degli alberghetti in cui scendiamo qui a Jaipur, che parla anche un po' di italiano.
In India non è facile, per uno straniero, avere una SIM locale. Gli impedimenti sono tanti. Gli amici, in genere, te ne prestano una, ma non ti aiutano a comprarla.
Jagdish quest'anno ha preso a cuore la questione, ci ha fatto una lettera di presentazione, sulla carta intestata dell'albergo, con la sua firma.
Al negozio Airtel di Ganpati Plaza, all'inizio tutto bene; poi hanno qualche dubbio, ma ci danno la nostra SIM. Dopo ci telefonano dicendo che i documenti non vanno bene, le foto non sono chiare, verranno loro in hotel il giorno dopo per verificare.
Jagdish compila e firma una seconda lettera di presentazione, che consegnamo al personale Airtel.
OK. Abbiamo il nostro numero di cellulare indiano.
Thank you Jagdish.

VIVERE CON LENTEZZA E' (anche) IMPARARE QUALCOSA DI NUOVO:LA COMUNICAZIONE CON I RISCIO MEN, QUELLI CHE NON HANNO UN APE PIAGGIO

Quest'anno abbiamo imparato a relazionarci con quelli che in India possiedono un bici-riscio. Sono i tassisti più poveri, sono tantissimi, parlano solo il proprio dialetto - qui a Jaipur il marwari - , non conoscono il nome delle strade in inglese; ma sulle brevi distanze la bici-riscio è il mezzo migliore con cui muoversi (tanto dallo smog non si sfugge neppure con il moto-riscio). La bicicletta va piano, così si impara ad orientarsi e a conoscere un po' la città, è economica, così la si noleggia a ore, e i riscio men ci seguono nelle varie commissioni.

SAPESSI COME E' STRANO INCONTARE UNA CARISSIMA AMICA A JAIPUR

Non che a Jaipur non fossimo felici, ma vedere il volto conosciuto di una amica che abita a Pavia... prima ha fatto l'effetto a sorpresa, poi ha aumentato o forse completato la nostra contentezza. Così abbiamo passato una serata nel giradino dell'albergo (avvolte nelle nostre coperte e nei nostri scialloni, visto che è inverno anche qui e la sera fa freschino) a chiacchierare. Allietate o disturbate, non abbiamo capito, da improbabili musici, più inventati che tipici, rajastani.

ECCO UN SIMBOLO DELLA VERA CONVIVENZA RELIGIOSA CHE NOI TANTO AMIAMO

Si prega tutti assieme, alla stessa ora, nella stessa stanza, davanti ad un'unica immagine... poco importa se il nostro cuore, in silenzio, si rivolge a un dio diverso dall'altro. (Fotografia scattata all'interno di una struttura di I-India Ong)

ANCHE QUESTA E' UNA PRIMA ELEMENTARE

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Questa è una prima classe pensata da I-India per dei bambini di una piccola comunità nomade - si spostano ogni due o tre anni - che vive raccogliendo rifiuti di cui grandi compagnie hanno bisogno. In questo periodo selezionano e raccolgono pneumatici.
I bimbi, lasciati a se stessi, hanno qui un maestro che insegna loro l'alfabeto inglese e hindi, i conticini, a lavarsi almeno le manine, per non ammalarsi, a leggere i cartelli - stradali, dei bus, dei treni, dei negozi, degli ospedali e i programmi che il governo fa distribuire con consigli per i più deboli e i più poveri.

LE NOSTRE GIORNATE ALL'ASSOCIAZIONE I-INDIA TRA LADLI GIRLS LAB E LADLI BOYS LAB

La prima parte del lavoro qui a Jaipur è quasi finita, una settimana di lavoro dai tempi indiani: si cominicia alle 11.00 e si finisce alle 17.00. La giornata è frammezzata da piccole cerimonie di benvenuto, da tazzine di tè, da bicchieri d'acqua Bisleri (per noi occidentali rigorosamente in bottiglia) e da cordiali covenevoli.

Per iniziare abbiamo mostrato al sarto del laboratorio Ladli boys i nostri modelli di borse, non è un lavoro semplice perchè lui è anziano e parla solo hindi, per cui abbiamo sempre un traduttore. Abbiamo discusso del tipo di stoffa necessaria e della possibilità di reperire questi tessuti direttamente a Jaipur, senza dover andar a Delhi, che dista sei ore di macchina.

Poi siamo andati: nel negozio di sari, in quello di kadi e nella fabbrichetta del cotone pesante.

Un altro giorno è servito per decidere gli accostamenti di colore, per visionare i campioni nel frattempo preparati e per decidere i timbri delle etichette.

ECCO I NOSTRI MOMENTI DEDICATI A RIMANERE COLLEGATI CON TUTTI QUELLI CHE CI SEGUONO

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I cambiamenti dell'India li viviamo anche nei piccoli alberghi
dove andiamo di solito. I primi anni internet non c'era proprio ed
eravamo sempre alla ricerca di un internet cafè affidabile e abbastanza
pulito. Poi è arrivata la minuscola e soffocante computer room, con
tanto di ventilatore a mezzo metro dalla faccia. Quest'anno la grande
novità: wi-fi in camera, in giardino e - on the roof-(terrazzo/tetto): QUASI. La connessione
è davvero approssimativa e instabile... però che bello!

JAIPUR, HAPPY CHILDREN'S DAY

Oggi, 14 novembre, in India si celebra la festa nazionale del bambino. Abbiamo trovato le ragazze del Vocational Training Center con cui collaboriamo che giocavano tutte sorridenti.

BREVE SOSTA A ISTAMBUL PRIMA DELL'AEREO PER DELHI...

...ci stiamo chiedendo se tre ore e mezzo siano tante o poche...visto che il tempo è relativo, sono giuste-giuste!!!

IL 13 NOVEMBRE IO (che aggiorno quotidianamente il sito) E MUNA PARTIAMO PER L'INDIA. PIU' TARDI CI RAGGIUNGERA' ANCHE BRUNO

La nostra meta è Jaipur, in Rajastan, dove andiamo ogni anno per il nostro progetto Learn to earn in collaborazione con l'Associazione locale I-India. Staremo via 20 giorni e vi terremo informati.

Se ci penso bene, però, la mia voglia di tornare ogni anno in questo meraviglioso Paese, è legata al fatto che sono io ad aver bisogno dell'India. Il solo mangiare riso bollito e dal (lenticchie), lo stesso pasto che consumano ogni giorno i bambini e le bambine tolti dalla strada da I-India, funziona da registro al mio immaginario. Da una regolata alle mie aspettative. Ecco perchè la sola idea di partire mi rende leggera.

VIVERECONLENTEZZA IN INDIA: IL NOSTRO IMPEGNO PER IL PROGETTO LEARN TO EARN in JAIPUR

Vivere con Lentezza, per molti ragazzi di strada in India, è imparare un lavoro che permetta loro di guadagnare il necessario per accedere ai servizi fondamentali della persona: casa, scuola, assistenza medica.

Per questo motivo 3 o 4 volte l'anno ci rechiamo a Jaipur e collaboriamo, per ora, con due laboratori artigianali gestiti dall'associazione locale I-INDIA: quello di sartoria e quello di bigiotteria.

 

LENTEZZA E SOLIDARIETA’: UNA VIA VERSO LA FELICITA’

Vivere con Lentezza incontra I- India

LENTEZZA E SOLIDARIETA : UNA VIA VERSO LA FELICITA'

LA LENTEZZA NELL'INDIA CHE NON CORRE, MA CHE NON SI FERMA MAI.

 

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