MILANO REPORT QUATTROLIBRI - BAR DE CHERUBINI: LUCIANO DI GREGORIO
L'incontro si è svolto nella sala superiore del Bar De Cherubini, che ci è stata messa a disposizione dal Sig. Andrea, il nuovo titolare.La sala arredata in stile liberty è separata dal resto del locale, così si è potuto godere di una certa tranquillità e leggere i libri senza dover alzare tanto la voce.Per l'occasione avevamo a disposizione anche un cameriere che portava da bere e da mangiare ai partecipanti.
Un grazie sentito, dunque, al Sig. Andrea per la sua gentilezza e buona ospitalità.
L'incontro è stato avviato da Luciano Di Gregorio che ha commentato un articolo di Carlotta Mismetti Capua de la Repubblica, che riportava alcune delle risposte che lo scrittore Amos Oz ha dato ai lettori che erano intervenuti in occasione della presentazione del suo ultimo libro "La vita fa rima con la morte". Luciano, che di mestiere fa lo psicoterapeuta, ha letto la risposta di Oz sul tema della solitudine. "La solitudine è l'unica sostanza dell'universo che, quando si moltiplica, in realtà diminuisce", ha chiosato Oz... e di seguito ha aggiunto: "L'arte di avvicinarsi agli altri è l'arte più grande della vita". Non ci poteva essere un incipit migliore per rendere il senso dell'incontro collettivo di lettura e della filosofia dell'iniziativa 4 libri al bar, che cerca di favorire proprio la comunicazione tra persone che non si conoscono ma desiderano farlo attraverso la lettura di un libro. Subito dopo è intervenuto lo scrittore Andrea Kerbaker, che ha letto una pagina dal racconto "Il Sabato" di Ian Mcewan, soffermandosi sulla ricchezza dei particolari citati dall'autore nel testo, un pezzo di mondo intorno a sè descritto in tutti i dettagli, anche quelli più insignificanti, in modo tale da entrare nella vita dei personaggi e poter provare delle emozioni. Il giornalista Andrea Bosco ci ha divertito leggendo due poesie del poeta dialettale veneziano Giorgio Baffo tratte da un vecchio libro difficile da reperire. Una di queste si intitolava "Mona", ed era dedicata appunto alla bellezza e magnificienza della famosa... "Mona".
Di seguito lo psicoanalista Paolo Tucci ha letto un racconto brevissimo di Franz Kafka, intitolato "Gli alberi", e poi una bella poesia di Vivian Lamarque: "Il primo mio amore". Paolo si è soffermato sul concetto dell'ambiguità delle cose, tema presente in entrambi i pezzi letti, le cose come le persone ci appaiono in un certo modo ma in realtà sono in un altro, è sempre possibile vederle anche in un altro modo, e spesso questa ambiguità non è sempre visibile al primo sguardo. Infine la poetessa Maria Pia Quintavalla ha letto una sua poesia tratta da un suo libro di poesie che lei ha scritto subito dopo la morte della madre.La poesia parla di una piantina da coltivare e curare per non farla avvizzire: era evidente il riferimento alla madre ma lei stessa si è resa conto, dopo averla letta, che forse l'aveva scelta perchè era un modo per proseguire nel discorso di elaborazione del suo lutto.
Dopo le letture è seguita una fruttuosa discussione sulle scelte dei libri da leggere, se sia più consigliabile in questo tipo di incontri scegliere delle cose leggère e divertenti da leggere, piuttosto che quelle tristi e pesanti, che tifanno pensare di più ma magari ti intristiscono. La discussione è ancora aperta.












