DIARIO DI MUNA DA JINJA (Uganda): progetto e volontario sostenuti da Vivere con Lentezza
E' momento di grandi cambiamenti qui a Balidhabene. Per sostenere parte delle spese la scuola inizia a funzionare anche da ristorante. Si prenota qualche giorno prima, così noi abbiamo il tempo di trovare le materie prime, di cucinare con calma e di correggere eventuali errori. Se non piove apparecchiamo fuori, sotto le piante e le ragazze imparano a servire in modo professionale anche gli sconosciuti. Per ora sono un po' lente ed hanno poco occhio, fanno solo quello che viene loro detto e non guardano se serve altro, ma migliorano rapidamente.
Una seconda ragazza ha trovato lavoro prima ancora di finire la scuola, ha chiesto come giorno libero il martedì, in modo da poter seguire una lezione di cucina a settimana. Un'altra già lavorava quando sono arrivata qui, viene a scuola tutti i giovedì. Sono felici perché oltre allo stipendio hanno per la prima volta una camera tutta loro, con un letto vero e un rubinetto per l'acqua nello stesso stabile.
Finalmente sono anche iniziati i lavori per finire la struttura alle spalle della scuola, che ospiterà delle stanze per poter accogliere le ragazze che vengono da più lontano. Purtroppo il costo è elevato, perciò una parte dello stabile sarà affittato ad un'altra associazione per avere l'introito dell'affitto. Anche a stanze saranno affittate, alle ragazze che possono permetterselo o a quelle che lavoreranno un pochino per Balidhabene. Una di loro ad ottobre entrerà nella prima stanza, con bagno interno e cucina comune accanto, per cucinare e fare il bucato all'altro ospite della scuola. Sì, avrò un inquilino olandese, ex-manager di hotel e ristoranti su navi da crociera, si dedica ora ad insegnare la sua professione in vari istituti qui a Jinja, anche qui da noi.
I muratori sono dei ragazzi che vengono formati da una ONG e per fare pratica e guadagnare un po' costruiscono scuole e istituti vari. In accordo con il loro capo, un volontario canadese, ci siamo fatti costruire un piccolo ma fondamentale rialzo. Potremo così mettere i fornelli a carbone e le bacinelle per fare il bucato su questo muretto, senza doverci piegare fino a terra. Da queste parti una donna è considerata lavoratrice se si china, gambe tese, testa bassa e sedere per aria, per ogni sua attività. Così da un lato insegniamo alle ragazze a stare in posizioni più comode e sicure (molti hanno cicatrici sul volto per aver toccato i fornelli da piccolissimi) e dall'altro mostriamo ai ragazzi che anche si può essere ottime lavoratrici anche senza chinarsi.
Ah, abbiamo anche una lavagna nuova, grazie al nostro insegnante di inglese, nonché mio vicino di casa. E' fatta di compensato dipinto di nero, ma è attaccata al muro anziché in mezzo alla stanza e ha persino il porta gesso.
Insomma, il lavoro è tanto, è appassionante e in continuo mutamento.
Un saluto lento lento, all'ugandese,
Muna ( www.dolcemigrare.ilcannocchiale.it )
Una seconda ragazza ha trovato lavoro prima ancora di finire la scuola, ha chiesto come giorno libero il martedì, in modo da poter seguire una lezione di cucina a settimana. Un'altra già lavorava quando sono arrivata qui, viene a scuola tutti i giovedì. Sono felici perché oltre allo stipendio hanno per la prima volta una camera tutta loro, con un letto vero e un rubinetto per l'acqua nello stesso stabile.
Finalmente sono anche iniziati i lavori per finire la struttura alle spalle della scuola, che ospiterà delle stanze per poter accogliere le ragazze che vengono da più lontano. Purtroppo il costo è elevato, perciò una parte dello stabile sarà affittato ad un'altra associazione per avere l'introito dell'affitto. Anche a stanze saranno affittate, alle ragazze che possono permetterselo o a quelle che lavoreranno un pochino per Balidhabene. Una di loro ad ottobre entrerà nella prima stanza, con bagno interno e cucina comune accanto, per cucinare e fare il bucato all'altro ospite della scuola. Sì, avrò un inquilino olandese, ex-manager di hotel e ristoranti su navi da crociera, si dedica ora ad insegnare la sua professione in vari istituti qui a Jinja, anche qui da noi.
I muratori sono dei ragazzi che vengono formati da una ONG e per fare pratica e guadagnare un po' costruiscono scuole e istituti vari. In accordo con il loro capo, un volontario canadese, ci siamo fatti costruire un piccolo ma fondamentale rialzo. Potremo così mettere i fornelli a carbone e le bacinelle per fare il bucato su questo muretto, senza doverci piegare fino a terra. Da queste parti una donna è considerata lavoratrice se si china, gambe tese, testa bassa e sedere per aria, per ogni sua attività. Così da un lato insegniamo alle ragazze a stare in posizioni più comode e sicure (molti hanno cicatrici sul volto per aver toccato i fornelli da piccolissimi) e dall'altro mostriamo ai ragazzi che anche si può essere ottime lavoratrici anche senza chinarsi.
Ah, abbiamo anche una lavagna nuova, grazie al nostro insegnante di inglese, nonché mio vicino di casa. E' fatta di compensato dipinto di nero, ma è attaccata al muro anziché in mezzo alla stanza e ha persino il porta gesso.
Insomma, il lavoro è tanto, è appassionante e in continuo mutamento.
Un saluto lento lento, all'ugandese,
Muna ( www.dolcemigrare.ilcannocchiale.it )
















Comments
Non serve forse a niente ...
Grazie Muna, io da lontano