DALLA NOSTRA AMICA MADDALENA: "IL FILM PIU' BELLO CHE ABBIA MAI VISTO, THE BLIND SIDE" con Sandra Bullock

Il film più bello che abbia mai visto: THE BLIND SIDE, quello per cui Sandra Bullock ha appena preso l'Oscar come migliore attrice protagonista. Premio meritatissimo!!!

Non volevo staccare gli occhi dallo schermo, nemmeno coi titoli di coda, anche perché la canzone di sottofondo era stupenda ('Chances' dei Five For Fight, la trovate su youtube, e andate anche a vedervi il testo, bellissimo! 'chances are waiting to be taken', le occasioni aspettano di essere colte- 'Is there a better bet than love? What you are is what you breathe..', 'cè una scommessa migliore dell'amore? Ciò che sei è ciò che respiri...', ecc ecc ), sia perché, trattandosi di una storia vera, trasmettevano le fotografie vere... emzoionantissimo!

Gran film davvero, lo consiglio a tutti. Si dovrebbe far vedere nelle scuole. Perché parla di tutto: del razzismo, della povertà, della droga, dell'importanza di un'educazione scolastica, della religione e delle charities, della ricchezza smodata della borghesia bene americana, e , su tutto, di famiglia e della straordinaria potenza degli affetti familiari

Ho pianto tanto, coi singhiozzi, perché nelle difficoltà del protagonista, Big Mike, e della sua famiglia acquisita rileggevo tanto le difficoltà mie e della mia famiglia. Rivedevo le stesse scene: gli abbracci commossi con i miei, i sorrisi, le complicità, la forza anche nelle difficoltà. L'unione, lo spirito di protezione della famiglia, contro tutto e contro tutti.

Mike è di colore, ed è senza famiglia, fino a quando non trova Leigh Ann e la sua famiglia, che lo accolgono: Papa (Sean), SJ (Sean Junior, il bambino di 7 anni che si lega in modo viscerale al suo nuovo 'big brother'), e la sorella Collins, cheerleader, che pure, superati gli imbarazzi iniziali e i commenti cattivi e razzisti delle compagne, sa far squadra col suo 'bro' acquisito. Lei lo incita con balli e canti, lui, Michael, sul campo di football vince anche per lei. Dopo tanti insuccessi iniziali infatti, Mike riesce a diventare un attaccante e un marcatore formidabile, grazie a Leigh Ann, la madre acquisita, che gli dà un consiglio geniale: fa come se la tua squadra fosse la tua famiglia, DIFENDILA DAGLI AVVERSARI. Ecco fatto! Mike diventa campione della NFL, e riesce finalmente a proteggere la BLIND SIDE, la zona d'ombra, scoperta, dei suoi compagni d squadra!!

Di più non voglio dirvi, anche perché a parole non riuscirei a rendere nemmeno una frazione delle emozioni che The Blind Side mi ha trasmesso. Solo un consiglio: guardatelo, riguardatelo, prestatelo ai vostri familiari e amici più cari.

Sarà che io, come Big Mike (o forse come tutti?) non ho una famiglia 'facile': noi e le famiglie patinate del Mulino Bianco dove son tutti biondi sani felici e contenti, mamma-papà-bimbo e bimba, non c'entriamo niente. Io ho 28 anni, e sono su di una sedia a rotelle da quando ne avevo 14. Mio fratello, che ha 23 anni, ha la stessa malattia genetica, ad oggi non diagnosticata, perciò anche lui è su d una sedia a rotelle; in più, probabilmente per una forma particolare della malattia che ci accomuna, mio fratello è anche ipovedente, ed ha una visione residua di n1/50esimo in un occhio, e di 1/30esimo nell'altro. Nostra sorella, che di anni ne ha 26, è sana, per fortuna o grazie a Dio o a chi per lui (mi ritengo 'spirituale' e riconosco che c'è 'qualcosa', un'energia strana nel mondo e nelle persone... ma ancora non so darvi un nome, ho troppi dubbi irrisolti, e la religione, soprattutto quella cattolica, non mi soddisfa granché...).

Insomma, fate un po' voi, 2 malati su 5 componenti del nucleo familiare... di momenti difficili, ma anche di momenti intensissimi, dolcissimi e di estrema condivisione ce ne sono sempre tanti.

Forse anche questa condizione familiare 'sui generis' m'ha fatto amare The Blind Side così tanto. Non so, sarà un'idea campata per aria..., ma io come disabile mi sento da sempre molto vicina ai neri, agli ispanici, o agli immigrati non-white in generale. Siamo tutti dei “diversi”, degli outsiders. Io come loro ho dovuto e devo sempre lottare per farmi un po' di spazio in un mondo troppo spesso fatto solo per i sani, i belli, i bianchi, GLI UGUALI.

Non è ora di perdere un po' di diffidenza verso le diversità?? DIVERSO E' BELLO!! altrimenti tanto varrebbe che fossimo delle isole, in barba ad Aristotele che ci definiva animali sociali, perché

che gusto ci sarebbe a conoscere dei tuoi gemelli??

 

Beh, ho finito questo sproloquio.

Non mi resta che augurarvi BUONA VISIONE!!!