DALLA NOSTRA AMICA RITA M. CHE IERI CI HA REGALATO PER IL PROGETTO LEARN TO EARN DEI VECCHI LIBRI DA VENDERE NEI MERCATINI
Vivere con lentezza, sì. Sono le 6.00 di giovedì 27 maggio 2010, mi sveglio al canto degli uccellini. Pare strano che in una Milano frenetica si possa sentire il canto degli uccellini eppure nel silenzio di una Milano che dorme ancora, sì, arriva un cinguettio molto bello da ascoltare.Ho voglia di fare qualcosa di diverso che non sia la solita colazione frettolosa, il correre al lavoro, o il poltrire in un letto.Mi vesto di blù, jeans, maglietta e scarpe , prendo la mia fedele macchina fotografica e scendo. Mi voglio mimetizzare fra la gente, fotografare la mia Milano che si sveglia.Il cielo ha nubi chiare e scure, ma come sempre alle 6,11 c’è già chi lavora.Pare strano fotografare gente che lavora, mi dice frettoloso il signore che porta i giornali in edicola, io rispondo gentilmente che molte cose non si vedono mai e lui approva con un sorriso.Fotografo, il mio quartiere, che vedo sempre con occhi diversi, e lo apprezzo di più, cogliendo quelle sfumature che non si vedono mai se non rallenti.Camminando lentamente, sento il profumo del pane uscire dai fornai, sapore di pane, sapore di vita.Mi spingo ai giardini, vado verso il mercato, oggi è giovedì uno dei mercati + belli di Milano si affretta a preparare le sua bancarelle, con mille articoli diversi.Quanta fatica per questo lavoro. Ogni giorno diverso, ogni giorno una levataccia, sbarcare il lunario, arrivare a sera stanchi e riprendere il giorno dopo.Avevo una compagna di scuola che faceva questa vita, ma era felice, diceva che il negozio non faceva per lei, dopo la scuola aiutava i genitori al mercato.La macchina scatta non so quante foto, testimonianza di vita di ogni giorno.Una sosta davanti alla Grotta della Madonna , vicino alla chiesa per dire una Ave Maria, una sosta alla nuova pasticceria – bar, di fronte alla chiesa.Un buon caffè seduta, facendo due parole con il barista, dando uno sguardo al giornalino in omaggio, che dice sempre le stesse cose…., politica, omicidi, notizie futili…………….E poi riprendo il mio giro, e trovo un signore che porta a spasso il cane, un uomo che cammina con il bastone, dei bei fiori alla finestra mettono allegria, e poi le vecchie portinaie di una volta.Eccola la mia Portinaia, si chiama Rosanna . Dico la mia portinaia, ma in realtà è la custode del caseggiato dove abita mia mamma.La immortalo con una bella foto, non si metta in posa Rosanna però, la immortalo mentre lavora, e lei allora sorride e continua con la sua scopa sul marciapiede a pulire.Facciamo due parole come due vecchie amiche, il tempo passa, ma non lo sento passare.Mi godo il passaggio dei tram, che sfrecciano, i lavori della nuova metropolitana, la numero 5, metrò leggero, la zona è tutto un buco, sempre un enorme groviera.Gru, per tutta la zona, fa e disfà l’è tutt un laurà, dialetto milanese. Fare e disfare è tutto un lavoro, dice un vecchio proverbio.Torno verso casa, sono quasi le 8.00, ora la città è in movimento.Quel bel casino che fa parte di una Milano che vive. Eccoli già tutti di fretta, e io che mi fermo a fotografare in mezzo alla strada, e le macchine arrivano da lontano e rallentano, poi con uno scatto mi sposto, per dar loro il passaggio.Mi guardano come se fossi un alieno, qualcuno timidamente mi chiede se faccio foto per un giornale, se è così mi faccia un primo piano, poi lo dico a casa.Ho finto la mia paseggiata, devo rientrare, il dovere mi aspetta.Lentamente, mi sono goduta un qualcosa che tutti giorni vedo, ora lo vedrò con occhi diversi, da raccontare agli amici? Mah non credo mi capirebbero o forse sì, chissà, per mè è stato iniziare una giornata diversa., la mia giornata lentamente sì.















