Dal 22 al 30 settembre 2009, in tutta Italia, ognuno di noi è chiamato a mettere in campo la propria creatività e ...

...la propria capacità di innovatore sociale per creare collettività e inclusione.

Carissimi amici,rana

anche quest'anno L'Arte del Vivere con Lentezza ONLUS vi invita apartecipare a Leggevamo Quattro Libri al Bar (titolo che possiamoutilizzare grazie alla cortese disponibilità di Gino Paoli), iniziativadi lettura voce alta organizzata nei bar delle nostre città, luoghi diincontro di persone e culture. Giunta alla sua terza edizione stiamoricevendo adesioni anche da ospedali, case di riposo, asili, scuole...

Siete clienti-lettori-baristi? Dal 22 al 30 settembre 2009 organizzatenella vostra città uno o più incontri di lettura a voce alta,proponendo brani dei libri che vi hanno fatto pensare, sognare o cheavete scritto, offrendo la possibilità alle persone di incontrasi, diconoscersi e di svelarsi attraverso la letteratura. Un primo passoverso un rinnovato impegno per la costruzione di un tessuto e unamaggiore coesione sociale! Perchè se ognuno di noi compie anche solo unpiccolissimo gesto verso l'altro... la rivoluzione silanziosa è giàcominciata.

Abbiamo iniziato a raccogliere le adesioni, mandateci anche la vostra!Vi inseriremo sul sito http://www.vivereconlentezza.it/quattrolibri,nei comunicati stampa e vi invieremo la locandina da affiggere nellavostra specialissima sala di lettura.

A presto e buonissima estate!

Comments

Bruno mi ha chiesto di

Bruno mi ha chiesto di scrivere come mai ho deciso di organizzare nella mia terra – l’Irpinia - ben tre incontri di “Leggevamo 4 libri al bar”.
Lo accontento volentieri, anche perché ho la tastiera facile (una volta si diceva della penna o del grilletto, tutte armi di offesa!) e mi piace raccontare soprattutto di esperienze.
Diciamo che parto da lontano e premetto che da sempre mi occupo di comportamenti umani, non nell’ambito dell’antropologia, bensì della psicologia sociale.
Io sono affezionata alla seguente teoria dei comportamenti. I tempi di vita, come le modalità e le scelte delle persone sono determinati da  fattori culturali e sociali, i quali a loro volta sono il prodotto (causa-effetto-causa) di abitudini e scelte, in un ciclo continuo. I cambiamenti avvengono per innesti continui e progressivi: lievi modifiche costanti innescate dal confronto (a volta da uno scontro o impatto, per necessità o per amore) con altre abitudini, culture e comportamenti. Così facendo, le scelte si modificano. La cosa bella di questo processo è che non è positivo nè negativo, funziona con le abitudini “giuste” come con quelle “sbagliate”. Ê solo un processo. Quindi è il fare che cambia l’essere, in bene o in male. Se impariamo a correre, correremo sempre e la “modalità corsa” sarà quella di mainstream (quella dominante, cioè). Non ci sarà possibilità di cambiare ex abrupto una siffatta poderosa corrente di pensiero e di comportamento, se non innestando lievi e progressivi cambiamenti al fare quotidiano. Non è stato per esigenze personali che ho cercato e letto il libro di Bruno Contegiani (“Vivere con lentezza“), bensì per trovare nuovi modi di insegnare alle persone ad innestare nelle loro frettolose giornate (spesso prive del perché della corsa) gli iniziali piccoli cambiamenti per modificare il significato e la velocità delle loro vite. Ma, confesso, che molti dei comandalenti li ho sempre seguiti “di per me”.
Ê un po’ la teoria delle minoranze di Maffesoli, condita da un’importante dose di psicologia positiva alla Seligman.
Tra le cose pratiche (oltre ai comandalenti, che sono una gran bella trovata di azioni pratiche per cambiare), mi ha colpito l’iniziativa “Leggevamo 4 libri al bar”. Vuoi per il titolo che richiama una splendida canzone del mio amatissimo Gino Paoli, vuoi perché i libri occupano un grandissimo spazio (reale e metaforico) nella mia vita, vuoi perché l’idea che ognuno possa (e debba, secondo me) avere un libro “importante” di cui essere debitore, fatto sta che ho cominciato a proporlo nei miei giri come reporter dai Comuni dell’Irpinia. Nella vita non faccio la giornalista, come ho già premesso, ma collaboro (con i miei tempi ed i miei argomenti) ad un giornale locale, con reciproca soddisfazione (mia e della redazione, cioè).
Ho trovato ben tre adesioni. Oddio, ce ne sarebbero state di più, ma per essere la prima volta, mi è sembrato sorprendente. A settembre l’Irpinia sa essere una terra dolcissima e dorata, paradiso di fotografi (ne abbiamo pure invitato uno eccezionale per gli eventi, Francesco Chiorazzi) e di paesaggisti per la varietà dei colori dei monti che delimitano il grande fondovalle in cui si trova Avellino.
Dunque, organizzeremo, con partecipanti e compagni di viaggio diversi, ma con il costante patrocinio della testata “Ottopagine”, tre eventi: ad Avellino Città, con anche il Sindacato dei Pensionati Italiani della CGIL, a Lioni (cittadina simbolo del terremoto del 1980 in Irpinia) con il locale Circolo ARCI e nel ridente Comune di San Michele di Serino, con il patrocinio della Giunta e del Consiglio comunale.
Ognuno di questi eventi sarà caratterizzato dalla personalità dei partecipanti (ovviamente) ma anche dall’organizzazione e dalla logistica che i partners intenderanno darsi, secondo la declinazione del luogo.
Ringrazio, quindi, innanzitutto la Redazione di “Ottopagine”, il direttore Bruno Guerriero ed il Redattore (a cui rompo le scatole quotidianamente) Marco Grasso, il Segretario Generale dello SPI CGIL di Avellino, Tonino Di Stasio, il Presidente del Circolo ARCI di Lioni, Francesco Pennella, e la Giunta Comunale di San Michele di Serino nella persona del Sindaco, ma in modo particolare del giovanissimo Assessore Aurelio De Mattia.
I dettagli degli eventi non sono ancora pronti, e per le location abbiamo ancora qualcosa da definire, sebbene per grandi linee la scenografia e la sceneggiatura sono state tracciate.
Annuncio che avremo in Irpinia Bruno nei primi giorni di settembre, per parlarci dei suoi libri e delle sue iniziative.
Mi auguro una lunga collaborazione sui temi del cambiamento dei comportamenti umani e chissà che anche noi, con queste iniziative in partnership, non riusciamo ad arricchire l’argomento di nuove sfumature, assunta la particolare filosofia “mediterraneamente buddhista” delle mie terre del sud.
Con affetto.

Marika Borrelli

W il Buddhismo mediterraneo!

cara Marika, mi hai conquistato con questa tua appassionata lettera!

Francesco

Sono contenta di avere già

Sono contenta di avere già un aderente!

Comunque, volevo scusarmi (in ritardo) con i lettori di questa nota in merito alla Teoria delle Minoranze.

L'Autore è Moscovici, non Maffesoli (Teorie delle Tribù). Me ne scuso ancora, ma è stata una distrazione dovuta al contesto: stavo al mare!