DOBBIAMO INCONTRARE UN AMICO AL SUD, IN KERALA, A VARKALA
Partiamo la mattina presto dal piccolo aereoporto di Jaipur. E' la mattina che segue la notte di fuoco e di dolore a Mumbai, dove dei terroristi hanno seminato terrore uccidendo stranieri e locali. Tra passeggeri e personale ci guardiamo per metà increduli e per metà addolorati, scuotiamo la testa per capirci senza parlare. Dobbiamo fare scalo a Mumbai, cambiare a Chennai (ex Madras), scendere a Thiruvananthapuram (ex Trivandrum) e poi fare un'ora di taxi. Al domestic airport di Mumbai stiamo fermi un'ora qualcuno sale, qualcuno scende, nuovo controllo documenti e cabin luggage. Il cielo su Chennai è grigio, mentre atterriamo vediamo strade allagate, case coloratissime semi sommerse. Gli aerei non riescono a decollare per la forte pioggia, dobbiamo avere pazienza. Una premurosa hostess guarda la nostra destinazione: Thiruvananthapuram e sorride, è sull'altra costa, lì c'è bel tempo. Io scrivo, Muna legge, la ragazza vicino a noi (sembra Olandese) parla al telefono e piange disperata, le famiglie indiane fanno piccoli spuntini.
Si ricomincia a partire, sono passate ore.
Bruno, intanto, è fermo a Istambul, oggi niente volo per Mumbai, domani, forse. Anche a Varkala piove forte, è la pioggia che non è caduta a maggio/giugno, ci dicono. L'albergo che abbiamo prenotato non è pronto, piove da giorni e i lavori sono fermi. Nessuno se l'aspettava. C'è una soluzione "provvisoria" però.
Bene. Andiamo a dormire volentieri.















