le vostre opinioni

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la lentezza

Lentezza è condizione necessaria al 'pensiero utile'. La concentrazione all'atto del fare, aumenta all'aumentare della velocità di esecuzione. Facendo velocemente, si diminuisce la riflessione mentale secondo la regola maggiore velocità = minore pensiero utile. La lentezza rimane comunque una condizione necessaria, ma non sufficiente al pensiero utile. Ci sono naturalmente anche i lenti, imbecilli. Si può forse vivere un tempo lento per pensare e per gustare e un tempo rapido per eseguire la pianificazione del pensiero utile.

riprendere quota...

E' come se ripredessi quota...dopo un volo a testa in giu' durato parecchi giorni...Ora che le testa e' tornata nella posizione adeguata per far affluire i pensieri , assaporo il piacere di poter scrivere queste poche righe...lentissimamente....e ne godo ogni parola come del resto ho goduto di ciascuna riga letta in questo sito.

Adoro essere lenta perche' mi comporto sempre da "veloce". Corro letteralmente attraverso il mio piccolo mondo di maestra, di moglie, figlia ed amica. La sera sono stremata e la testa mi vibra dal troppo fare e pensare!

Pero'  mi ritengo una lenta solo occasioalmnte  convertita alla velocita'...per amore dei miei cari e del mio lavoro con i bambini, per amore della cultura e della nostra terra calpestata, per amore della vita che mi pare sfrecci supersonicamente davanti ai miei occhi.

 Vorrei afferrare tutto perche' le priorita' sono difficili da stabilire per chi tutto ama e s'appassiona in tutto..ma ciononostante sono "lenta" dentro, di quelle persone che si incantano a guardare il verde dei prati, le foglie d'autunno, uno spicchio di cielo, che camminano guardando con interesse i mattoni del selciato, che ascoltano chuinque con interesse e gioia, che vorrebbero una scuola piu' a misura di bambino, che amano sedersi a tavola per gustare ogni pietanza e godersi un bicchiere di buon vino, che la mattina studiano il proprio viso davanti allo specchio per trovare nuovi segni di saggezza ...che quando vanno in un posto nuovo fotografano con lo sguardo ogni particolare  per portarlo con se' e riviverlo quando il mondo sembra piu' grigio....

LA LENTEZZA PAGA

Ciao! Sono una studentessa che vi ha scoperti quasi per caso e che è rimasta molto colpita. E' vero, in questo mondo sempre più caotico, sempre più tecnologico, sempre più dettato dalla corsa alla realizzazione, al consumismo di massa, e all'egocentrismo ogni tanto fa bene rallentare, prendersi del tempo per riflettere, meditare, apprezzare quelle piccole cose che altrimenti non si vedrebbero o vivrebbero: un buongiorno  sincero, il profumo del caffè appena fatto, il piacere di un panino caldo mangiato e assaporato in compagnia al mattino,  un raggio di sole sul viso, i giochi di luce sul tavolo o sul vetro della finestra, uno scorcio cittadino, della nostra città, che prima non avevamo mai notato  perchè si cammina sempre di corsa a testa bassa o si va in auto e che ora, appena abbiamo rallentato, ci affascina per la sua particolarità; o anche, per chi come me ama le camminate in montagna alta e le prende non come una gara a chi arriva primo in vetta ma come una giornata di condivisione e di, permettetemi di dirlo, disintossicazione, il suono di un campanaccio, il profumo dell'erba e dell'aria pura, il ciao sgaio degli altri montanari, i  colori di una farfalla posata su un cardo, perfino le forme particolari di certe nuvole! Ci sono tante piccole meraviglie intorno a noi! La lentezza paga!

 

Siete come una pioggia

Siete come una pioggia leggera, tante piccole gocce di saggezza, di ironia, di intelligenza, di calma, che piano piano inzuppano abiti, pelle, mente, fino allo scheletro, e finalmente entrano a far parte di ogni movimento, di ogni pensiero, in maniera naturale, così, come se fosse da sempre la cosa più saggia e più sana da fare.

Faccio del mio meglio per stare bene, per me e per le persone che fanno parte del mio giro, per fare finalmente pace col mondo e silenzio in testa.

Quando vi ho conosciuti dovevo sforzarmi parecchio, per frenare il chiacchiericcio lamentoso dei miei pensieri, che frettolosamente e in risposta a chissà quale ferita subìta in passato, non facevano altro che lamentarsi. Ora sta diventando normale, vivere lasciando cadere sul nascere ogni pesantezza inutile e usare intelligenza (quella che c'è) e corpo (così com'è) per influire sulla mia vita, almeno un pò.

Ho scoperto che le cose succedono un pò per caso e un pò perchè lo voglio, in un girotondo continuo in cui non si capisce più dov'è l'inizio.

Il voler vivere con lentezza per vivere un pò meglio ha cancellato dalla mia vita la fatica di voler/dover odiare per forza qualcuno o qualcosa. Io non odio più nessuno, guarda te, che liberazione. Fate quello che volete, non spreco più il mio tempo a incazzarmi con voi. Reagisco, questo sì, e anche energicamente, se c'è bisogno, ma non faccio più il muso se piglio un cazzotto quando mi aspettavo una carezza. (maledette aspettative, rovinano comunque la sorpresa!) Piuttosto imparo a schivare! L'incazzo non fa passare il male, la bistecca cruda sulla guancia dolente, sì (rimedio di nonna)

Un'altra bella scoperta è stata che più uso il corpo, meno pippe mi faccio. Nel senso reale e metaforico di "buttarsi nelle cose". Bando alle ciancie! Mettendo da parte tutte le remore del caso - che sono vecchia, che mi faccio male, che non ne ho un'idea, ecc... -ho scoperto una passione (molto fisica) che sta diventando un lavoro. (no, no, non faccio la pornostar! ;->)

E ora "perdo" il mio tempo e le mie energie soltanto per trovare il modo migliore di relazionarmi con la realtà che ho intorno, e qualche volta cambiarla, quando posso. Poi certi giorni è un disastro comunque, ma vabbè, siamo umani, no? Fa tutto parte di quel girotondo di casualità/volontà, che a volte mi lascia proprio disarmata (ma non arrabbiata!)

Almeno ora mi sento DEL mondo, non più CONTRO IL mondo, e le cose brutte sono sfide per diventare più forte, e le cose belle sono tutte lì a portata di mano, a portata di sensi, a portata di corpo, basta un pò di attenzione, e un pò di calma, per non lasciarle scivolare via senza traccia.

Sono stata un pò "via", ma mi fa tanto piacere ritrovarci qui! Siete meravigliosi, grazie di cuore!

(ex) Smuty

 

che bello!

Salve! Sto leggendo il libro "Chi va piano" e mi sta appassionando tantissimo. Ho 34 anni sono separata da due anni dopo che mio marito se n'è andato per un'altra (36 anni!) con la quale ha avuto un bimbo. La "botta" è stata forte, ma ora sto uscendo e ricominciando a vivere. Cerco proprio di vivere con lentezza.... ho bisogno dei miei tempi per "trovare un nuovo compagno", ma la gente intorno a me sembra non capirlo. Tutti si preoccupano e mi spingono a "uscire per conoscere", ma io ho i miei tempi. Per questo sono stata immensamente felice di scoprire la vostra attività.. finalmente qualcuno che mi capisce! Continuate così siete grandi!

l'arte del vivere con lentezza

Cara Serenella. Io di anni ne ho 42 con un vissuto  - ahimè - del tutto simile al tuo. Mio marito dopo avere concepito in costanza del matrimoniio (il nostro) un figlio con un'altra, da oramai 8 mesi convive con lei, straniera trentenne, neanche bella. Lui dice che è stato un incidente di percorso, che non la ama, che stanno insieme solo per la bambina, che ama me. La mia vita si è trasformata in un incubo, anche perchè io non ho avuto la fortuna di avere figli. La mia è una lenta angosciosa, mortale asfissia. Vorrei morire. Solo morire. 

Il libro del destino

Ho letteralmente "divorato" il libro "Chi va Piano" con tanto di commenti scritti a matita accanto alle frasi/concetti che mi hanno colpita di più.Sono in una fase della mia vita in cui sento di dover affrontare una rivoluzione e sto cercando, tra tanti dubbi e mille paure, di prenderne coscienza.Ho 36 anni, un matrimonio che non si è rivelato all'altezza delle mie aspettative....quindi un ormai ex marito...e una meravigliosa bambina di 3 anni e 1/2.Il libro mi ha commosso in particolare nella parte dedicata alla nuova modalità "lenta" di vivere i sentimenti, di come sarebbe bello comportarsi nei confronti del proprio ex, senza accanimento, senza il desiderio molto umano di "distruggerlo" perchè lui ci ha deluse.E' stato un pugno nello stomaco nel capitolo dedicato all'educazione dei nostri figli...leggevo e guardavo la mia bimba che dormiva beata e mi dicevo"Devi diventare una mamma così!".Ringrazio il caso che mi ha fatto capitare tra le mani questo libro, ma forse non è stato proprio un caso...forse la mia vita in questo momento richiedeva e desiderava leggere proprio questo libro...legge di attrazione?Se ci credete.....

aiuto

salve a tutti.

sto ideando la mia tesina per l'esame di quinta liceo appunto sulla lentezza. per ragioni diciamo burocratiche devo collegare questo tema a qualche materia, ma al momento mi trovo in alto mare. se qualcuno di voi lenti volesse darmi un suggerimento sarei davvero molto felice.

grazie

 

Mia figlia , Maite di 11

Mia figlia , Maite di 11 anni e mezzo, per adesso ancora lontana da chat, cellulari, Mp3 ( e più ne ha ne metta!) ha elaborato un suo modo di vivere con lentezza. Adesso che le giornate lo permettono, 1 o 2 volte alla settimana va in bici nel bosco vicino a casa; a pensare (dice lei!) e a scrivere! Tornata a casa mi racconta le piccole cose osservate tra le foglie...ogni tanto coinvolge un'amichetta più affine ma ama anche un po' di solitudine. A settembre partirà su sua iniziativa, in biblioteca, il gruppo di lettura per ragazzi delle medie. E' un'idea diversa per passare un sabato pomeriggio al mese a riflettere insieme sui libri e stare insieme in un modo diverso non con uno schermo davanti!

trasferirsi o disoccuparsi

Si parla di crisi e di persone che perdono il lavoro e delle conseguenze economiche dirette sulle famiglie che si barcamenano per arrivare a fine mese. Ma ci sono anche molte coppie che si trovano di fronte a un bivio. Ad esempio uno viene trasferito in un'altra città oppure l’altro riceve un’offerta di lavoro da un’altra parte. Parlo di coppie la cui preoccupazione principale non è tanto di arrivare a fine mese, perché potrebbero vivere con uno stipendio solo, ma di persone che hanno paura di perdere il lavoro per la difficoltà di trovarne un altro nei successivi 6 mesi e di andare incontro a periodi in cui dovranno fare i conti con la depressione e con una realtà completamente nuova a cui non sono abituati: tante ore da riempire con la preoccupazione di non sprecarle.   Così, ad esempio, una coppia di amici, per paura che lui fosse trasferito fuori Europa dall’azienda in cui lavorava, ha preferito accettare un nuovo lavoro a 200 km da casa. (Lavoro tra l’altro ben retribuito e con ottime prospettive.) Lei però non si è trasferita, ha preferito rimanere con la bambina neonata vicino alla nonna per avere il suo supporto nella gestione della bambina, mantenendo anche il posto di lavoro. Passano 3 anni e oggi sono una coppia in crisi. Una situazione analoga è capitata a me recentemente. Ho deciso di seguire mio marito (non abbiamo figli, non per scelta) perché ho dato priorità alla ns coppia e temporaneamente la mia azienda mi ha permesso il telelavoro. Adesso questa finestra sta terminando e mi trovo davanti a un dilemma pesante. Restare con lui senza lavoro, o tornare a ‘casa’ con un lavoro che non mi soddisfa e senza marito per 5 gg a settimana. D’altra parte è già difficile cambiare lavoro avendone uno, senza si complica… Per mia fortuna mi ritengo una persona che vive con lentezza, nel senso che ho una vita impegnativa ma riesco a dare il giusto distacco alle cose. Situazioni stressanti come questa, per ora non mi hanno turbato più di tanto, e anzi, iniziare cose nuove e affrontare cose diverse, in generale  mi creano un pò di sana adrenalina. Ma questa volta provo anche una buona dose di paura per la portata della decisione.

Do less: accomplish more.

La questione sembra connettersi al "rendimento" di una azione, parola o pensiero. Nell'800 Marx aveva postulato una misura economica e sociale del lavoro nella quantità di tempo ad esso dedicato. Il '900 ha mostrato l'importanza del secondo principio della termodinamica: la misura del lavoro è da riferirsi al prodotto del lavoro stesso e non dal tempo impiegato.

Il rendimento di un lavoro quindi non necessariamente dipende dal tempo o dalla fatica impiegata, ma principalmente dalla intelligenza con la quale il lavoro è compiuto e dalla consapevolezza di quanto si stia facendo.

L'intelligenza dipende certamente dalla "mano" di carte cromosomiche che il caso e la ereditrietà ci hanno distribuito, ma può anche essere sviluppata da una evoluzione culturale che potrebbe chiamarsi del Primo Tipo, derivante da apprendimento, studio, esperienza, lettura, gioco etc.

La consapevolezza (o coscienza) è invece quasi tutta addebitabile alla responsabilità dell'individuo e dell'habitat che gli fornisce imprinting e stimolo di ricerca: "fatti non foste a viver come bruti  ma a per- seguire virtute e conoscenza". Insomma, dipende dall'uso che l'individuo fa della propria libertà. Può abbrutirsi, fisicamente, mentalmente, eticamente, o può nobilitare la propria esistenza e ricerca, scoprendone ed attualizzandone la potenziale dignità. SI tratta di un diverso tipo di apprendimento, forse da chiamarsi del Secondo Tipo.

 

A differenza di quello del Primo Tipo questo apprendimento non è connesso a quantità di inputs ricevuti  e/o assimilati nel corso della propria esistenza ed esperienza. E' connesso invece alla profondità del sistema prichico, emotivo ed esistenziale ove gli inputs stessi vengano recepiti, e messi in attività.

Il termine "profondità" è chiaramente espressione di una metafora spaziale di qualche sistema di tipo cognitivo, per descrivere il quale mancano parole e termini adeguatamente sottili (ed anche la "sottigliezza" è una metafora, ma così è, che ci possiamo fare). Tuttavia, un pò per uso storico, un pò per uso comune, la metafora di uno spazio più o meno profondo del nostro interno di umani, può ancora servire per esprimersi. Tant'è che L'insieme di Psicologia Analitica (Jung) e Psicanalisi (Freud) viene ancora oggi, dopo cent'anni, designato con il termine Psicologia del Profondo. Accettiamolo quindi, con riserva.

I grandi pensatori del passato, ma anche contemporanei, hanno ... profondamente (!) utilizzato questa metafora e chi più analiticamente, e altri più intuitivamente, si sono riferiti ad un evento limite del processo di inriorizzazione del pensiero. Tra questi sarebbero da ricordare Pirrone (caposcuola dello scetticismo greco) e la sua descrizione della epoché o sopensione del pensiero, Plotino con la sua (e non soltanto sua) ekstasis, sempre del pensiero, per arrivare alla sospensione del giudizio di Heidegger.

 

Quando, attraverso una "tecnologia del sè" (il termine, laico, è di Michael Foucault), che sia la preghiera, la contemplazione di forme d'arte o di scienza, si arriva alla sospenzione, o quasi, del pensiero, il tempo rallenta; fino ad annullarsi.

 E' la familiarità con tali stati profondi interriori che porta ad avere vasta, armoniosa, pacifica, fattiva, esperienza esistenziale, e per nulla di tipo intellettuale o men che meno razionale. Lì i conflitti più o meno laceranti e profondi trovano il campo per la loro  composizione; lì le dissonanze della esistenza trovano il campo della loro armonizzazione.  Il silenzio è sospensione del tempo.

A questo tipo di esperienza ci si può riferre quando si parli di apprendimento del Secondo Tipo.

Il preambolo allo Statuto dell'UNESCO recita: poiché i conflitti e le guerre nascono nella profondità degli individui, è lì che occorre operare per trovare il rsaggiungimento della pace.

Ma come il vivere con lentezza non significa affatto la pratica dell'ozio o della pigrizia, il concetto di pace non deve essere associato alla mancanza di azione. Al contrario, è solo nella pace attiva dell'individuo, nell'armonia e nell'equilibrio consapevole della famiglia, della società e del consesso degli Stati, che può svilupparsi l'attività di homo aeconimicus, che consenta a tutti il soddisfacimento dei bisogni primari e il viaggio di ricerca e di raggiungimento della dignità.

Do less,accomplish more

Caro Paolo,ho letto con piacere  e con vivo interesse le tue considerazioni di filosofia teorica e pratica e devo dire che le trovo di validissima utilita'.Cerchero',  nel mio piccolo privato e personale, di trovare dei momenti di sospensione del  pensiero in cui tempo rallenta  fino quasi a scomparire (c'e' un po' di contraddizione: il momento e' sempre un'unita' di misura , variabilisima,del tempo e allora,se il tempo é sospeso.... il momento quanto dura..?Penso pero',da profano ,che negli stati interiori le coordinate spazio tempo possono,ed è bene,passare in secondo piano fino ad annullarsi ..!)

 

Altro considerazione che condivido a pieno e quella dell'azione che scaturisce (e che sarebbe bene che scaturisse piu spesso)da questi stati "di rilessione"

 

                          Grazie Paolo

Do less:accomplish more

Ciao Maurizio ! Grazie per la interlocuzione.

L'annullamento, estremo limite del rallentamento, è previsto dalla relatività speciale di quel volpone di Albert Einstein. Scrisse, tra l'altro, qualcosa di simile ad un fotone "a cavallo di un'onda luminosa" per il quale il tempo si era fermato. Tanto più ci si avvicina alla velocità della luce tanto più il tempo rallenta.

Non voglio mescolare, come spesso fanno le persone che hanno infarinature superficiali di varie discipline, fisca relativistica e sospensione del pensiero. Dico solo che in quella branca della fisica il tempo può annullarsi.

Il quesito che sorge sempre è: vabbé, ammesso che sia utile la sospensione del pensiero, come diavolo si fa ad arrivarci ?  Infatti, tanto più uno si sforza a sospendere, tanto più lo sforzo ottiene l'effetto opposto. E' quindi evidente che non è attraverso lo sforzo (di concentrazione, di frequentazione di pensieri sublimi, di aneliti a spiritualità, di emozioni religose) che ci si possa avvicinare a tale sopensione.

Sant'Agostino, vescovo di Ippona e a stento santificato dalla chiesa (verso la fine della vita sostenne la negazione dle libero arbitrio), scrisse una roba straordinaria, in un latino tardo, quasi del tutto comprensibile: "Noli fora te ire [non cercare al di fuori di te]. In interiore hominis habitat veritas. Et si tuam naturam mutabilem inveneris [se trovassi che la tua natura sia mutabile], TRASCENDE te ipsum" Fantastico.

Ma il problema pratico si ripropone: vabbé, ma come faccio a trascendere ?  Ci viene in aiuto un filosofo - sociologo laico come Michael Foucault con la sua definizione di "tecnologia del sè". Dagli eremiti che passavano una vita in cima ad una colonna, alle infinite forme di pratiche religiose, e anche laiche, perfino atee, alla psicanalisi etc, sono tutte forme di ricerca interiore (la parola moderna è insight). E allora se uno si volta indietro nella storia, trova una infinità di tecnologie del profondo, più o meno efficaci.

Non so se hai mai praticato la "recita" del rosario. Converrai con me che sia rarissimo che uno pensi veramente alle parole che dice, ma che invece sia il suono stesso della preghiera, la ripetizione, il ritmo, il sussurro, che provochino una certa efficacia interiore.

Nelle tradizioni induiste, buddiste e anche musulmane (sopratutto nella tradizione sufi), vi è qualcosa di analogo; il suono interiore del mantra.

Vediamo allora di esaminare, da laici, il senso di queste tecnologie del sè.

La prima caratteristica che emerge è che i veicoli di insight non possano essere che sensoriali. Almeno per le fasi iniziali. E quindi l'udito, sopratutto (e il suo corrispondente attivo che è la parola....ricordo: In principio era il verbo...). Ma anche la vista. I tibetani lavorano ad esempio alla composizione dei mandàla.

 Tali veicoli, nel viaggio interiore, subiscono una traformazione. Da grossolani come sono, quando si pronuncino (o nel caso della vista, quando si abbiano gli occhi aperti), a mano a mano che il "viaggio" procede, divengono più lievi, più sussurrati, più sottili. Non devono essere portatori di pensieri colti, razionali, religiosi, "sublimi".Questi attributi frrenano, anziché agevolare, il processo. Basta che siano.

 Beh, per ora mi fermo, devo andare a giocare a tennis e non posso fare aspettare !

 

...Qualche piccola considerazione personale..

Sono una ragazza siciliana, laureanda in Civiltà Orientali dell'università di Bologna, sto leggendo ed apprezzando molto il libro di Bruno Contigiani ben consigliato dalla mia psicoterapeuta. Da circa 13anni soffro di una bulimia nervosa, e da circa 4 sono in terapia, finalmente però pian pianino ne sto uscendo! Ho dovuto dare sempre il massimo in pochissimo tempo, il risvolto della medaglia erano le crisi di vomito autoindotto e delle insopportabili notti insonni. Ma nonostante ciò,  la mattina mi alzavo divisa tra lo studio e dei lavoretti per cercare di far sentire meno il peso del danaro alla mia famiglia e crearmi una mia anche se minima ,indipendenza.Un bel giorno però, mi sono dovuta obbligatoriamente, fermare per guarire perchè se continuavo così ci rimettevo semplicemente la mia vita..Questo mi ha portato a crescere e ad ascoltarmi di piu'; oggi inizio a rendermi conto di quanto la calma spesso, possa diventare un terreno fertile se ben coltivato e dissetato...Con ciò voglio semplicemente esprimere il consenso a queste "pillole di saggezza" che sto leggendo...

Chiara.

 

 

Cara Chiara,

Ho letto le tue parole e come immagino sarebbe successo a chiunque mi sono emozionato. Non puoi immaginare che piacere possa fare sentire di servire a qualcuno. Grazie anche per le pillole di saggezza che questa volta  ci ha scritto tu e che ci fanno sentire parte di un mondo di gente pronta a dare.

Fatti viva ogni tanto e saluta il tuo terapista.

Un bacione

Bruno

Lentezza, consapevolezza, benessere, religiosità.

Sto leggendo il libro di Bruno e lo trovo interessante. Come diceva Monsieur Ibrahim: "E' la lentezza il segreto della felicità". Nel mondo occidentale invece ha prevalso l'utilizzo del nostro tempo al servizio della tecnica, per raggiungere una sempre maggiore efficienza produttiva al servizio del capitale.

Un altro libro che ho trovato molto interessante è "L'arte di vivere consapevolmente" di Nathaniel Branden.

Credo che la "lentezza" sia un valore per chi è abituato ad andare "troppo veloce". Perciò capisco le ragioni che hanno portato Bruno a scrivere il libro e a dare vita a questa associazione, che tuttavia ha una serie di finalità anche spontanee, non monotematiche. Lo scopo principale mi sembra quello del benessere, della qualità della vita. Ben venga quindi.

Internet fra l'altro si presta a scambi con altre associazioni e siti, perciò il moltiplicarsi di iniziative in questa direzione è molto positivo.

Un aspetto che non va dimenticato della nostra vita è, secondo me, la religiosità. Tanta confusione e tanti pregiudizi purtroppo non consentono a molti di noi di poterla esprimere positivamente. Tanti tabù dovrebbero cadere, tante situazioni di monopolio dovrebbero essere smantellate, tanta violenza scongiurata, più consapevolezza emergere. E' un'utopia, un sogno, ma dovremmo cercare di fare qualcosa, anche se di preciso cosa non so ... 

Un caro saluto. :)

buona giornata a tutti..

buona giornata a tutti.. :-)

pace e amore

lentezza sì ma non lazzaronaggine

leggendo alcuni commenti qui ed anche in altri siti che linkate mi sono accorto che per alcuni la lentezza ha assunto una dimensione di "comodità".

vedo infatti che per alcuni la lentezza è solo una bellissima scusa di tendenza per giustificare la lazzaronaggine.

arrivare in ufficio in ritardo a volte implica mettere nei casini un collega, "godersi" la convalescenza aumenta il lavoro di chi è rimasto in ufficio/fabbrica/negozio etc.

quindi rallentare quando si può  e accelerare quando si deve !

 viva la lentezza ma abbasso la lazzaronaggine dei furbi!!!

sto sognando woodstock...

sto sognando woodstock... il primo.. quello vero

   pace e amore a tutti

I merli in città

Forse è solo perchè gli altri anni non ci avevo fatto caso, ma quest'anno mi sembra che  in città ci siano un sacco di merli. Non hanno ancora un bel canto, però sono già in fermento. Chissà se sentono già la primavera? Da qualche anno non guardo la tv per evitare le indigestioni di allarmismo metereologico che propinano (sempre sostenuto dal parere di esperti) dove sembra sempre che se piove sarà un diluvio in alternanza ai freddi siberiani o ai caldi sahariani. Dal mio balconcino guardo invece il piccolo merlo che si agita sul tetto di fronte e penso:sarà una bella primavera e cercherò di assaporarla, anche se non c'è alcuno spot pubblicitario che "mi invita a provare la primaverà che  mi farà felice e soddisfatto".

Caro Roberto,

anche a Pavia ci sono tanti merli e anche tanti passerotti, le rondini non sembrano essere invece ancora arrivate, ma controllerò meglio.

Al gazzettino padano, fino a poco tempo fa c'era un meteorologo molto dolce che aveva un buon rapporto con l'usignolo del giardino del vicino di casa.

Adesso non si sente, mi hanno detto che è stato malato, si chiama Furia, ci azzeccava molto con le previsioni, ma soprattutto credo che desse ogni giorno un tocco di leggerezza alle giornate della gente con il suo "buona giornata a tutti nonostante il meteo e pensieri positivi"

Un caro saluto

Bruno

e con la scuola?

qualche consiglio per "vivere con lentezza" per chi come me va a scuola??

pace e amore

cara Manuela,

Ho letto il libro di Pennac sulla scuola e anche visto il film La Classe che mi sono piaciuti tanto.

Ho anche insegnato matematica applicata negli istituti tecnici commercialiper 17 anni. Ogni tanto incontro qualche mio ex allievo e mi sembra che conservino un buon ricordo di me. Non credo di esser in grado di dare "consigli" nemmeno per la scuola, se non quello di cercare di pensare il più possibile con la tua testa.

Un bacione

Bruno

Bella domanda

La scuola è un'istituzione molto importante ed è necessario che esista ma, come si dice in alcuni contesti, è una condizione necessaria ma non sufficiente. E' necessario anche imparare ad ascoltarsi un pò ed operare, di volta in volta, delle scelte il più possibile in armonia con noi stessi.Trasformare le proprie inclinazioni in una attività lavorativa, credo che sia il massimo che possiamo fare, ma per fare ciò non possiamo farci congestionare dalla frenesia e farci fagocitare da sconclusionate rivalse sociali. I soldi nella vita servono e ognuno è libero di credere che a lui ne bastino pochi o invece ne desideri tanti. L'importante è che il denaro arrivi sempre come conseguenza e non come priorità. Se si studia per una cosa che piace, si continuerà a studiare tutta la  vita anche se non lo si chiamerà più studiare ma "conoscere il mondo". Non era mia intenzione esprimere una filippica ma volevo solo partecipare ad argomento molto interessante.

Pace e amore

grazie..

...quindi trovare il meglio per noi in ogni situazione della vita.. pure a scuola.. non è facile ma tanto vale provarci! :-) grazie

 

peace & love

Sono approdata da poco e

Sono approdata da poco e dopo ricerca autonoma  al concetto "vivere con lentezza" e per caso anche al libro Vivere con lentezza che ne  illustra  l'ideologia. Ho trovato però il testo di lettura poco scorrevole, quasi faticosa in alcuni punti...quasi fosse stato scritto di getto e non appunto con quella "lentezza" che impone di           " risciacquare i panni in Arno" più e più volte, a tutto vantaggio della chiarezza e immediatezza del messaggio. Non avete mai pensato ad una riedizione in questo senso? io parlo proprio della correttezza morfologica e sintattica, aspetti questi che pretendono la famosa "lentezza". Comunque grazie per gli spunti di vita che non mi hanno fatto sentire una mosca bianca. Giuseppina

Facile dire vivere con lentezza quando si è in pensione!

Va bene per chi è in pensione o per chi ha poche aspirazioni nella vita.

I valori

Ogni persona è un mondo e pertanto ognuno ambisce a qualcosa di diverso o necessita, in un determinato momento, di qualcosa che, magari, in precedenza non aveva mai preso in considerazione.

L'importante è non arrivare alla pensione con la sensazione di avere sbagliato strada.

letture

i miei due pensieri belli di oggi

 Ok, sono pensieri molto materiali, ma oggi, complice la bella giornata di sole, sono contenta perchè:

1) Dopo un anno di lavoro silenzioso su un progetto io e il mio collega riceviamo pubblicamente i complimenti da parte dei vertici aziendali....evviva!!

2) Ho scoperto che esiste un latte di soia quasi buono che non mi fa rimpiangere molto il latte vaccino che non posso più bere. Da stamattina si riprende a far colazione seriamente.