cultura

INTERVISTA A GIOVANNA CALVENZI

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Una non breve ma interessantissima intervista a Giovanna Calvenzi, che sempre ci è stata accanto quando abbiamo lentamente cercato di mettere piede nel mondo della fotografia. Passione, domande e scrittura di Efrem Raimondi. In fondo, in bianco e nero, fa capolino un Bruno Contigiani del 1971.

"La prima volta che ho incontrato Giovanna Calvenzi era il 1981.
Lei si occupava dell’iconografia de Il Fotografo, il magazine di Mondadori dedicato alla fotografia, e io fresco di militare, ancora universitario, mi guardavo attorno cercando di capire come fare il fotografo. Non c’era ancora la figura del photo editor.
Ero un outsider e non avevo fatto nessun percorso tipico: no scuola, no corsi, no workshop, no assistente. E qualcosa di tutto questo mi è mancato.
Se non altro perché avrei risparmiato del tempo.
No niente, avevo solo delle fotografie da mostrare.
Resto ancora un outsider con delle fotografie da mostrare.
È stata, Giovanna Calvenzi, in assoluto la prima persona che si è occupata del mio lavoro.
Non a chiacchiere… pubblicandolo.
La sua disponibilità di allora è invariata adesso. E questo è un elemento molto importante per chi fa il suo stesso lavoro.
Ha una grandissima dote: guarda.

Era da tempo che pensavo di intervistarla per il mio blog, perché non è semplicemente interessante il suo patrimonio professionale e, se mi è consentito, personale… ma è anche utile. A tutti." Prosegui la lettura sul blog di Efrem Raimondi.

AMARTYA SEN'S SPEECH AT THE JAIPUR LITERTAURE FESTIVAL

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On being invited to the Jaipur Festival, I was naturally nervous about attempting an opening address to such an elite gathering. However, about ten days ago I saw in the newspapers, indeed in all of them, that India has entered triumphantly into the “elite club” of the world.    The Times of India’s headline said: GSLV-DV launch successful, India joins elite club”.   As an Indian citizen, I immediately lost all fear about not being able to get into the elite club.   However, I had a problem in not knowing what GSLV-DV is.   Or does. On probing I found that GSLV-DV is famous because it carries a GSAT-14 communication satellite. That seemed just what I needed. And so I decided to use the GSAT-14 communication satellite to communicate well beyond my station in life.
High above the clouds I came across a figure who looked very impressive, who explained that she was the Goddess of Medium Things. “ Gosh,” I said. ‘Medium you may be, but you look very impressive.” “You should see,” she replied, “ the goddess of  LargeThings.” “You could please introduce me to her,” I said, “but are you sure that you are really a goddess?” “Yes I am,” she responded firmly, “I am – as I told you – Goddess of Medium Things.   But, you are right, I am very informal, and you can call me GMT – that is my pet name.” “Isn’t GMT some kind of time?” I asked her. “Yes,” she said, “ I can give you the correct time, also one of my specialties, but more importantly I can grant you a wish – in fact more that one wish- for your country.” “ How jolly,” I said, “May I have seven wishes – a wish a day for my country for a week? Please, let us get on with it!”

PAVIA, DOMENICA 19 GENNAIO 2014 - LA PRIMA LEGGEVAMO QUATTRO LIBRI DELL'ANNO

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Domenica 19 gennaio 2014 ritorna a Pavia la Leggevamo Quattro Libri, invece che al bar ci troviamo alle ore 16,00 presso la libreria La Feltrinelli - via XX Settembre 21 - per l'appuntamento della terza domenica del mese con la lettura ad alta voce in compagnia di amici, parenti, illustri sconosciuti, avventori, chiunque ami condivedere il piacere di stare assieme scambiando cultura, leggerezza e allegria attraverso un libro. Portate paginette del vostro libro preferito, del libro mai finito, del libro riletto, del libro prestato, appena comprato, preso al book crossing, insomma venite.

Questo incontro avviene grazie a Luisa Trabucchi e Anna Maria Viola che hanno voluto riprendere una bella abitudine pavese, dando il segno che un lavoro fatto in armonia e per tanti anni qualche risultato lo porta.

VIVERE CON LENTEZZA E' ANCHE ANDARE A SCUOLA IN MONOPATTINO

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Se cammini sul marciapiede, verso le 7.30 a Parigi, in una zona del centro (io sono a Rue du Faubourg de Montmartre) di quelle a velocità max 30, spesso ti devi spostare per far passare un bambino o una bambina in monopattino che con il suo zainetto si reca a scuola. Basta fare attenzione al pardon monsieur. Non sono pochi, non filano, vanno dritti a scuola, ci arrivano prima. Niente di particolare, credo succeda anche da noi, forse la differenza sta nel fatto che non ho visto mamme e papà che accompagnano ansimanti o che accostano in suv, come le guardie del corpo. A scuola ci vanno da soli, con o senza monopattino, non tutte e non tutti , in tanti.

17 GENNAIO - BORGARELLO (PV) - TORNANO LE PROVE DI BIBLIOTALK CON VIVERE CON LENTEZZA

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I volontari della biblioteca, quelli di Vivere con Lentezza (almeno uno!) e il nuovissimo gruppo di lettura della Biblioteca di Borgarello (PV) vi aspettano il 17 gennaio 2014 ore 21 in biblioteca per un nuovo incontro fra chi legge, chi scrive, chi si appassiona e anche chi, un po' timido, offre le proprie orecchie.

A dicembre abbiamo sdoganato anche l'argomento tabù il libro che proprio non posso consigliare... quindi niente paura, venite e partecipate numerosi!!!

VIVERE CON LENTEZZA E' ANCHE ..TIPI DI QUI: GAETANO RIZZUTO IL DIRETTORE DE LA LIBERTA'

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Di Bruno Contigiani

Non dimentica la notte del 14 gennaio 1968, il giorno del terremoto di Gibellina, il giorno in cui cominciò a diventare giornalista.

E' Gaetano Rizzuto, da Salemi, direttore de La Libertà il quotidiano di Piacenza. In quella tremenda notte Rizzuto divenne collaboratore de L'Ora il glorioso giornale idiretto da Vittorio Nisticò in cui inviato di punta era Mauro de Mauro, il giornalista ucciso dalla mafia.  L'Antimafia Rizzuto ce l'ha nel sangue, visto che quando era a Palermo ha collaborato a lungo con il giudice Falcone. Le sue origini culturali sono nobili, dopo l'università si è forgiato alla scuola di Danilo Dolci, il visionario, e sono state temprate da tante conoscenze come Ernesto Treccani, Carlo Levi, Renato Guttuso e Bruno Caruso. Il suo occhio disincantato "di un siciliano che non ha il paraocchi" se l'è portato ovunque è approdato: a Genova con il Secolo XIX, a Pavia con la Provincia Pavese ed ora a La Libertà. 30-35.000 copie di un  giornale  che sa unire un territorio in cui industria e grande agricoltura d'eccellenza convivono, assieme all'artigianato al vino delle splendide vigne di collina e al noto welfare emiliano, e dove il peso della Chiesa si sente.

VIVERE CON LENTEZZA E' ...STORIA DI UNA LUMACA CHE SCOPRI' L'IMPORTANZA DELLA LENTEZZA DI LUIS SEPULVEDA

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 “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” di Luis Sepúlveda, GUANDA

In questo libro Sepúlveda vuole lanciare un messaggio importante: l’importanza di rallentare in un mondo in cui tutto sembra correre.

Attraverso le parole di “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” lo scrittore catapulta nuovamente i suoi lettori, grandi e piccoli, in una realtà a metà tra le fiabe e la realtà.Come sempre avviene per i libri di Sepúlveda, anche in questo la trama è molto semplice, proprio perché rivolta anche a un pubblico giovanile, ma grazie alla sua facilità il messaggio appare più immediato.

Le lumache protagoniste di “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” trascorrono il loro tempo in un prato chiamato Paese del Dente di Leone, affrontando ogni attimo con calma e chiamandosi tra di loro “lumaca”. C’è però una di loro a cui non piace non avere un nome e vorrebbe capire il motivo di tanta lentezza.

Nonostante il rimprovero da parte delle amiche, che non approvano questo suo modo di fare, lei parte alla scoperta della vita incontrando sul suo percorso tanti animali che le insegneranno il valore delle cose e l’accompagneranno verso il raggiungimento della libertà.

VIVERE CON LENTEZZA E' ANCHE, NEW YORK, SLOW DESIGN EXHIBITION

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  SLOW DESIGN EXHIBITION 

Young Italian Industrial Designers Prize ,Friday,  September 6 

6:00 pm 

 Italian Cultural Institute

686 Park Avenue, New York

saracarbonari.iicny@gmail.com

PICCOLI OGGETTI CHE AIUTANO A CRESCERE: VIVERE CON LENTEZZA E FRANCESCO ARGENTI GIOCANO CON IL LORO "WHATSMOOOD"

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WhatsMoood è un oggetto a cui abbiamo chiesto di darci una mano, quotidianamente, nelle relazioni affettive con le persone a noi più vicine, più care. Relazioni che non sempre riusciamo a mettere al centro dei nostri interessi. WhatsMoood è composto da elementi sferici ruotabili, contigui uno all’altro che formano un intero, fluido. Ogni elemento è di una essenza differente e rappresenta un individuo. Insieme agli altri persone/elementi simboleggia il gruppo: la famiglia, il team, gli amici che condividono uno spazio e parte del loro tempo. Il numero di sfere è modulabile e corrisponde al numero di persone che intende relazionarsi

La ‘sfera’ ha tre facce, disposte a 120° gradi, che raccontano l’umore della persona.

Concava: sono svuotato e un po’ perso, c’è qualcuno che può darmi una mano? Piana: ho bisogno di un po’ di solitudine e di silenzio per ritrovarmi. Datemi tempo. Convessa: sono in armonia con me stesso, gli altri e l’ambiente, ho quindi energia e tempo per dare attenzione ad altri.

23-24 MARZO, BUK MODENA, VIVERE CON LENTEZZA OSPITE DI BIO BUK, CON STEFANIA MANNI E BRUNO CONTIGIANI

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Oggi, 24 marzo, seconda giornata di Buk, il fesitval dei piccoli editori che si tiene a Modena al Foro Boario. Stefania Manni con il suo Serendipity555 ha organizzato Bio Buk, una manifestazioncina alla quale invitiamo tutti. Noi saremo lì alle 17, per parlare di lentezza e di tempo (anche di come prendere per il verso giusto la pioggia di questi giorni). A dopo

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