ARIMORTIS, MI ARRENDO di Bruno Contigiani

in

Non voglio scendere, alzo le braccia,mi arrendo, arrendiamoci, sventoliamo bandiera bianca. Smettiamola di stare con la Palestina contro Israele, i ribelli contro Assad, l'Ucraina contro la Russia....queste guerre non le vogliamo così come non vogliamo più questi governi di guerra. I colori dell'arcolbaleno sono stati troppo tirati da una parte e dall'altra, su certe bandiere un colore prevale sull'altro. Potremmo dire tutti assieme ARIMORTIS.

 

NEW YORK, IN CHIAROSCURO, GIOIE E DOLORI DI UN'INVIATA DI VIVERE CON LENTEZZA, MARIA TERESA COMETTO

in

Statua zuccheroCaro Bruno, mi chiedi se è cambiata e come New York con il nuovo sindaco, l’italo-americano Bill de Blasio, il primo Democratico dopo 20 anni governati dai Repubblicani Rudolph Giuliani (1994-2001)  e Michael Bloomberg (2002-2013).
È presto per dirlo, dopo soli sei mesi dal suo insediamento. Un città cambia lentamente (!). Ma ecco alcuni sintomi che forse sta cambiando davvero e purtroppo non per il meglio.

Prima le buone notizie. New York è sempre dinamica e divertente. Continuano a spuntare nuovi palazzi che cambiano il suo profilo, il che è positivo per il business; ma anche si moltiplicano le iniziative culturali. Cambiano anche i quartieri “di moda” e oggi quelli che attraggono di più i giovani e gli artisti sono a Brooklyn (la ex “casa” di de Blasio, fra l’altro), in particolare Williamsburg. Lo scorso weekend per esempio sono stata con Glauco a visitare la ex raffineria di zucchero Sugar Domino, che prima di essere demolita per lasciare il posto a un nuovo complesso commercial-residenziale ha ospitato una gigantesca statua “di zucchero” della brava e provocatoria artista Kara Walker. Ebbene, c’era una coda lunga sei isolati! Abbiamo aspettato quasi un’ora per entrare, ma ne è valsa la pena (vedi le foto che ti allego).
Questa estate, come sempre, i parchi pubblici pullulano di performance gratuite: musica, ballo, teatro. Insomma, la città è sempre vibrante e ricca di stimoli.

VIVERE CON LENTEZZA E' ANCHE: 100 GIORNI DI SOLITUDINE DA QUEL GIORNO, ALLA KASA DEI LIBRI, IL 24 LUGLIO DI BRUNO CONTIGIANI

Ci andrò il 24 luglio alla Kasa dei libri, da Andrea Kerbaker a commemorare Gabriel Garcia Marquez. Andrea aveva organizzato qualche anno fa anche la lettura integrale di Cento anni di solitudine, a Milano. Ereticamente ammetto (ma l'ho sempre fatto) che quel libro non mi piacque. Fu una lettura estiva, i miei amici e compagni ne parlavano in modo entusiastico, era diventato un lessico, fatto delle immagini, bellissime, di Marquez. Così quasi costretto lo lessi. Credo sia il modo peggiore per accostarsi a una lettura. Rispettosamente, non credo saranno le parole di Maurizio Cucchi, Giuseppe Lupo, Marta Morazzoni e Antonio Steffenoni a farmi cambiare idea. Devo solo provare a rileggerlo. Bruno Contigiani

LE PAROLE PER DIRLO E LA FORMULA DELLA FELICITA', VIVERE CON LENTEZZA E' ANCHE...

in

L'esperto è deciso, convinto, stentoreo e tranchant. La via è quella. Non ascolta gli interlocutori e li attacca con decisione, forza aggressiva.

Parla anche di felicità  e di salvezza. Mi domando, si può insegnare la felicità, seppure attraverso l'impervia strada della decrescita, con rabbia e unilateralità? Certe volte è meglio leggere le teorie, che ascoltarle. Se ami la poesia non conoscere il poeta, insegna un vecchio detto zen.

Bruno Contigiani

UN LIBRO SUGGERITO DALLA NOSTRA AMICA ELENA BIZZOTTO: J'ÉTAIS UN HOMME PRESSÉ

in

Venduto in Francia, il libro «J'étais un homme pressé» (Ero un uomo impegnato) racconta la storia di Christian Streiff, un imprenditore e direttore della Peugeot Citroën colpito da un ictus nel 2009. Dopo l’incidente, il corpo è intatto, ma la memoria fatica. Gli serviranno tre anni per rimettersi in sesto. Tre anni in cui decide di cambiare vita: percorre la Francia a piedi, attraversa il Pacifico a vela e riscopre la natura da solo, trovando il tempo di vivere in armonia con famiglia e amici.
Oggi Christian Streiff ha ritrovato l’uso della parola ed ha ripreso la sua attività nell’industria automobile. Ma ha imparato ad assaporare la lentezza e non si scorda mai di proteggere il tempo, prezioso, che ha a disposizione.
Per scoprire questo libro, in francese, cliccate sul link della casa editrice :
http://www.cherche-midi.com/theme/J_etais_un_homme_presse-Christian_STRE...
 

MERCOLEDI' 9 LUGLIO 2014 - LEGGEVAMO QUATTRO LIBRI AL BAR A PIOMBINO - A CURA DI PASQUALE DELLI PAOLI

Carissimi amici,
sono sicuro che vi sarà capitato, magari anche di recente, di leggere un bel libro. Uno di quei libri che poi ci ripensi durante il giorno e non vedi l'ora di rituffartici dentro. Uno di quei libri che ti fanno fare un po' tardi perché devi finire la pagina o il paragrafo o semplicemente perché è difficile staccarsene. Ecco, quello è il libro giusto da portare mercoledì 9 luglio, ore 21,30 all'Ex Asilo Pro-Patri in Viale del Popolo a Piombino per il prossimo incontro di Leggevamo Quattro Libri al Bar (Piombino).
Vabbe' comunque anche se non vi viene in mente nessun libro con queste caratteristiche venite lo stesso per ascoltare e parlare dei libri che portano gli altri.
PS. non dimenticate un po' di passa parola: chi porta un amico porta un tesoro.
A mercoledì prossimo,
Pasquale

VIVERE CON LENTEZZA E' ANCHE RACCONTARE SENZA URLARE, I MONDIALI SECONDO EMANUELE DOTTO

in

I BARI PER UNA FINALE, I MONDIALI SECONDO EMANUELE DOTTO

Scaramanzia? No, non mi piaceva il gioco dell'Italia ai mondiali del '94, così al posto di guardarmi la finale andai a vedere, il Caravaggio che si trova a Fort Worth, Dallas: I bari, e ancora oggi penso di aver scelto bene.

A parlare è Emanuele Dotto, radiocronista sportivo, al suo settimo campionato del mondo seguito per la Rai da giornalista (Brasile incluso), uno dei pochi che non urlano, in grado di descrivere un'azione di calcio, cresciuto alla scuola di Ciotti e Ameri.

Il primo campionato che ricordi nella tua passione sportiva? 1962, in Cile, l'Italia fu eliminata dai padroni di casa, era l'Italia degli oriundi, allora si chiamavano così.

Il primo campionato seguito? Italia '90

Il campionato che ricordi con maggior piacere? 2006 in Germania, non solo perché vincemmo, ma perché furono organizzati veramente bene, in un paese che si era preparato a ospitarli, senza trovate di carattere geopolitico, che con il calcio hanno poco a vedere. Anche quelli americani, li ricordo con piacere, in quel paese del calcio interessava poco, ne approfittai per intervistare Kissinger, per vedere un concerto degli Eagles e una partita dei Dallas Cowboys.

Il più grande che hai visto giocare? Maradona, quello del 1990 però che trascinò una squadra debole fino alla finale con la Germania. Maradona è stato il più grande, dove è andato ha fatto vincere la squadra, Pelè ha avuto una vita molto più facile, calcisticamente parlando. Diego, stava facendo bene anche ai mondiali del '94 ma venne squalificato.

Attese da questi mondiali? Non molte per noi, ma i mondiali sono una competizione strana, basta indovinare cinque partite ed è fatta.

Che rivelazioni ti aspetti? Qualche squadra, più che un calciatore, squadre come Messico o Honduras.

Domanda di rito, qual'è il calciatore più lento che hai visto giocare? Dino Sani, nazionale brasiliano che giocava nel Milan, ma anche Suarez che negli ultimi anni giocava nella Sampdoria, camminava, ma ti fulminava con i suoi lanci.

VIVERE CON LENTEZZA E' ANCHE UN IMPEGNO COSTANTE PER LE PERSONE DETENUTE

Recuperare tempo per noi stessi e per gli altri, ecco la base di Vivere con Lentezza, ed ecco perchè siamo attivamente impegnati nelle Case Circondariali di Pavia e Piacenza (e stiamo lavorando a distanza su Caltanissetta).

Cosa facciamo?

All'interno incontriamo persone detenute in gruppi di lettura e scrittura del loro giornale, stimoliamo la loro voglia di riflettere sulla vita in generale e su come ci si possa approcciare alla socità in modo costruttivo. Seguiamo gruppi di donne, uomini e protetti. Ogni settimana abbiamo almeno due due gruppi.

All'esterno raccogliamo libri che possano essere di interesse per le biblioteche della Case Circondariali, sensibilizziamo a proposito della tematica carceri in modo positivo e propositivo, formiamo volontari che vogliano darci il loro supporto in questo percorso.

Syndicate content